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PERMESSO PER GRAVI MOTIVI PERSONALI – SANZIONE DISCIPLINARE

  La Corte di Cassazione, con l’ interessante e recente ordinanza del 14 dicembre 2023, n. 35049 ha ribadito e chiarito il criterio tramite il quale è opportuno che l’amministrazione pubblica si debba attenere durante la valutazione dei permessi per gravi motivi e più in generale nei casi in cui il dipendente avanzi una qualsiasi richiesta di permesso retribuito. In particolare, si analizza il caso di una dipendente che si trova ad avanzare una richiesta di fruizione di un permesso per gravi motivi personali non adeguatamente motivata. Per questa mancanza, ritenendo il comportamento della dipendente negligente, la stessa viene sanzionata disciplinarmente. Di conseguenza a ricorrente avanza appello lamentando il fatto che l’accertamento finalizzato a verificare la sussistenza dei gravi motivi fosse stato avviato dopo la fruizione del permesso stesso.   Infatti, entrambe le parti hanno riferito alla Corte di appello che il permesso aveva avuto parere favorevole ed la domanda...

L’autotutela e il problema della autodichiarazioni e delle dichiarazioni non veritiere.

Il ricorso all’autotutela amministrativa trova il suo fondamento nell’art. 97 della Costituzione che declina i principi di legalità e buon andamento della Pubblica Amministrazione [1] . Per quanto riguarda la trattazione del seguente testo mi soffermerò esclusivamente sulla “autotutela esecutoria” regolata dall’art. 21-ter, comma 1, della legge 241 del 1990. [2] In genere un atto amministrativo se è efficace è anche esecutivo ovvero eseguibile. [3] Se un atto è invalido [4] è possibile richiedere un provvedimento giurisdizionale o amministrativo. La Pubblica Amministrazione, in presenza di un atto invalido può procedere ad una rivalutazione della situazione di fatto o di diritto per il tramite di un provvedimento di secondo grado che origina un nuovo procedimento amministrativo finalizzato a confermare, modificare, sostituire o ritirare l’atto già emanato. Per brevità sottolineo che in caso di annullamento d’ufficio gli effetti dell’atto si considerano ex tunc (dall’orig...

Visite fiscali: ingiustificata la disparità di trattamento tra settore pubblico e settore privato - TESTO DELLA SENTENZA

  N. 16305/2023 REG.PROV.COLL. N. 02760/2018 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Ter) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2760 del 2018, proposto da UIL Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria, in persona del legale rappresentante pro tempore , Angelo Urso e Gennarino De Fazio, tutti rappresentati e difesi dall’Avvocato Lorenzo Di Gaetano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; contro Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore , rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio ex lege in Roma, via dei Portoghesi n. 12; per l’annullamento - del Decreto Ministeriale n. 206 del 17 ottobre 2017, emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a firma del Ministro per la Sempl...

Accesso ai documenti amministrativi : Silenzio diniego – alcune considerazioni di opportunità –

Il tema del silenzio relativo all’accesso ai documenti amministrativi viene anticipato dalla previsione dell’art.2 della Legge 249/90, il quale statuisce l’obbligo per la Pubblica Amministrazione ad adottare un provvedimento espresso ogni qual volta il procedimento sia avviato ad istanza di parte o d’ufficio e di concluderlo in genere entro trenta giorni successivi. [1] Quindi, in termini di principio, l’inerzia della P.A. genera un illecito. Per colmare questa lacuna, la L. 241/90 ha previsto delle ipotesi di silenzio significativo. Infatti, prevalenti sono le ipotesi di silenzio assenso, nella misura in cui allo scadere del termine l’istante ottiene di fatto un provvedimento autorizzatorio   e l’ipotesi di silenzio diniego nel quale si intende respinta la richiesta del provvedimento richiesto. Fondamentale è il tempo (temine): infatti i procedimenti ad istanza di parte o d’ufficio dovrebbero concludersi (salvo ulteriori e specifiche disposizioni)   nel termine di tre...